domenica 8 aprile 2018

Privacy & The Web

Non ho molto da aggiungere, purtroppo, alle notizie riguardanti la misera gestione dei dati dei propri utenti fatta da Facebook. A molti ancora non è chiaro che Facebook offre gratis i servizi che offre, in cambio esattamente di quei dati che solo ora molti scoprono di aver fornito a Facebook e ai suoi partner di business.

E non è soltanto un "problema" di Facebook: come ripeto nei miei seminari, nulla di ciò che facciamo online può essere cancellato definitivamente. Viviamo ormai in una casa di vetro, in cui chi passa al piano di sotto può vedere le condizioni in cui si trovano le suole delle nostre scarpe, e molto altro.

Quale può essere allora la soluzione, per chi vuole rimanere libero da manipolazioni di orwelliana memoria? Io dico: ragionare, ragionare, ragionare e infine ragionare. Senza farsi catturare dagli impulsi scatenati dalla lettura superficiale di un dato o di un'informazione necessariamente parziale.

Buon proseguimento di navigazione.

giovedì 25 gennaio 2018

Spectre e Meltdown: lo stato dell'arte

Torno oggi, a distanza di circa un mese dalla "disclosure" di questi problemi ormai noti anche attraverso la stampa generalista (CVE-2017-5753, CVE-2017-5715, CVE-2017-5754), per cercare di fare il punto della situazione a proposito delle soluzioni (patch, mitigation) ad oggi disponibili.

Firmware / Microcodice

Dopo un'iniziale euforia, le correzioni al firmware / microcodice predisposte da Intel, propagate tramite i fornitori hardware e incluse negli aggiornamenti dei sistemi sono state ritirate, ripristinando ove possibile la versione precedente senza patch, a causa dell'incompatibilità con alcune combinazioni hardware / software (alcuni sistemi diventavano inutilizzabili, soggetti a frequenti riavvii e a malfunzionamenti vari). Al momento non è chiaro quando saranno disponibili versioni di firmware / microcodice applicabili alla generalità dei sistemi.

Software

Per quanto riguarda il software:
  • Per i sistemi Linux (varie "distribuzioni", cito a titolo di esempio non esaustivo: Ubuntu, Debian, Devuan, Arch, Red Hat senza escludere tutte le altre) si è riusciti a fornire aggiornamenti del Kernel (la parte strettamente Linux) che risolvono o mitigano due delle tre vulnerabilità: Meltdown (CVE-2017-5754) e Spectre Variant 1 (CVE-2017-5753). La soluzione o mitigazione del problema Spectre Variant 2 (CVE-2017-5715) richiede invece, oltre a correzioni software già presenti e distribuite con le più recenti versioni del Kernel, anche la presenza di firmware / microcodice opportunamente aggiornato, la cui distribuzione è stata bloccata da Intel, come detto nel paragrafo precedente.
  • Per i sistemi Windows, la situazione è pressoché analoga, per le versioni per le quali Microsoft distribuisce regolarmente gli aggiornamenti (segnatamente Windows 10). Anche in questo caso, per Spectre Variant 2 (CVE-2017-5715) niente si può fare finché Intel non distribuirà il firmware / microcodice aggiornato.


Sintesi e conclusioni


  • I problemi Spectre Variant 1 e Spectre Variant 3 (detto anche Meltdown) sono stati corretti o mitigati tramite correzioni software già distribuite (per chi ha gli aggiormenti attivi).
  • Il problema Spectre Variant 2 richiede la disponibilità di Firmware / Microcodice aggiornato, ad oggi non disponibile: Intel ha dichiarato che sarà disponibile a breve (per quanto ne so, senza indicazione di una data esatta).

Riferimenti




mercoledì 10 gennaio 2018

il crypto-jacking: guadagno (illecito) con crypto-currency

Segnalo un interessante articolo di Carola Frediani (esperta divulgatrice di IT security) su La Stampa online. Vale la pena di leggerlo tutto fino in fondo:




Altri riferimenti utili:

Buona lettura e soprattutto sempre attenti ai siti che visitate!

mercoledì 3 gennaio 2018

Inferno dei chip

[Aggiornamenti in Appendice]

Non c'è pace per i produttori di CPU, il "cuore" di ogni computer, smartphone, device. Ormai molti aspetti della vita comune nei Paesi industrializzati sono affidati a qualcosa di computerizzato.

Tanto più importante, quindi, la sicurezza che si riesce a mantenere su questi computer e device, partendo dai componenti base. Ed è proprio uno di questi componenti, la CPU, che stavolta è stata colpita da un "difetto" che è presente da almeno un decennio, ma è stato portato alla luce solo di recente.

Ricordiamo che recentemente anche qui si è parlato di altri problemi apparentemente simili:


Stavolta però i problemi sembrano essere leggermente diversi, e non meno preoccupanti.

Per semplificare al massimo, si è scoperto che un normale programma utente (persino il browser con cui state leggendo questo articolo) potrebbe, se opportunamente istruito, andare a leggere informazioni che normalmente sono riservate per il buon funzionamento del sistema: la memoria riservata del Sistema Operativo, sia esso Windows, Linux, Android o altro.

Il problema è talmente pervasivo che entro questo weekend si procederà a mettere in esercizio le correzioni che nel frattempo sono state sviluppate a passo di carica. Sono in ballo interessi enormi, come Google, Microsoft e tutti i maggiori servizi a cui siamo ormai abituati, senza contare tutti i computer personali e i dispositivi tipo smartphone e tablet ormai onnipresenti.

Per chi volesse approfondire alcuni aspetti tecnici, consiglio di leggere (in inglese, as usual) questo bell'articolo di The Registerhttps://www.theregister.co.uk/2018/01/02/intel_cpu_design_flaw/


Appendice: Aggiornamenti


(upd: 2018-01-04 16:00 CET)
Altri aggiornamenti a breve, quando si renderanno disponibili.




mercoledì 20 dicembre 2017

Laptop Lenovo + Ubuntu

AVVISO: Sono stati segnalati problemi su Laptop Lenovo (non tutti i modelli) con Ubuntu 17.10 - se possibile, per il momento evitate di installare questa versione. Rif: https://bugs.launchpad.net/ubuntu/+source/linux/+bug/1734147

Aggiornamenti quando saranno disponibili.