giovedì 6 agosto 2009

Proxy

Certe "paroline" del gergo informatico stuzzicano la curiosità del profano. A chi non è mai capitato, magari in ufficio, di sentir parlare di "proxy"? Allora è giunto il momento di sfatare anche quest'altro mito. Chiunque lavori in un ufficio, sia che faccia parte di una grande organizzazione che di una piccola ditta, ha quotidianamente a che fare con Internet. Il fatto stesso che qualcuno stia leggendo questo articolo, significa che sta usando Internet. Pochi, al di fuori degli specialisti, si chiedono come avviene tutto ciò. Molto spesso, le organizzazioni grandi e piccole non gradiscono che l'accesso a Internet da parte dei propri dipendenti avvenga incondizionatamente e senza "controllo". Poiché è materialmente (e anche legalmente) impossibile controllare ogni singola richiesta di accesso ad Internet, si preferisce attivare una risorsa chiamata Proxy. Un Proxy (più correttamente un HTTP-Proxy) è, in breve, un computer (proxy server) con una serie di programmi (proxy software) che fanno più o meno da "passa carte" fra i PC degli utenti e il grande e sconosciuto mondo di Internet. Questo "imbottigliamento", mentre è praticamente invisibile all'utente, facilita moltissimo la gestione degli accessi. Usando un Proxy, è infatti solo il server proxy che si affaccia su Internet ed è quindi abilitato a mandare le sue richieste in giro per la rete: gli utenti "reali" vengono in un certo senso "mascherati" dal Proxy. Il minimo svantaggio di una navigazione teoricamente più lenta (in maniera di solito impercettibile) viene compensato dal vantaggio "statistico" di trovare molto velocemente alcune informazioni già richieste da altri (ignari) utenti dello stesso Proxy: si pensi alla consultazione dei siti giornalistici on-line oppure alla semplice navigazione su siti molto "frequentati". Il primo utente, come semplice effetto collaterale della sua normale navigazione, deposita (inconsapevolmente) sul Proxy una serie di immagini, parti di articoli o testo, contenuti multimendiali ed altro, che poi verranno sfruttati dai successivi utenti che richiameranno le stesse pagine.

Un altro "vantaggio" nell'uso di un Proxy consiste nel poter porre alcuni "freni preventivi" alla libera navigazione Internet. Come accenntato, non è possibile (legalmente) ispezionare quali siti vengono richiesti da quali utenti, ma è possibile bloccare "preventivamente", per tutti gli utenti, richieste ritenute non produttive o addirittura lesive dell'immagine aziendale (si pensi per esempio ad eventuali accessi a siti della concorrenza, magari con tanto di Forum in cui un dipendente potrebbe lasciare commenti o "esportare" notizie).

Naturalmente, come tutti i servizi informatici, un Proxy va gestito e non abbandonato a sé stesso. Bisogna considerare che può diventare un collo di bottiglia notevole per le attività che richiedono Internet, e in quanto elemento di sicurezza attiva e passiva in rete, deve essere opportunamente configurato, monitorato e gestito, per poter offrire "affidabilità, confidenzialità, consistenza, disponibilità" del servizio.

Altrettanto ovviamente, esistono diversi tipi di Proxy e diverse architetture, di cui parlerò in un successivo approfondimento.

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