mercoledì 15 marzo 2017

Il "Cioc"? Ma che davéro?



Apprendo da questo articolo che il Gen. Graziano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, annuncia che i militari italiani si occuperanno anche di "cyber-war". Con un apposito Comando chiamato "Cioc" (comando interforze operazioni cibernetiche).

Da un lato penso "era ora", poi leggo che, secondo il Generale, "basta un hacker per mettere in crisi un sistema di computer", Mi dispiace contraddirLa, sig. Generale: un cracker (non un hacker) basta per mettere in crisi una infrastruttura informatica ("sistema di computer") non gestita o gestita male. Lo dico con quasi 25 anni di esperienza alle spalle, lo dico anche grazie ai contatti e alle informazioni raccolte "sul campo" come Responsabile della IT Security di Aziende che nulla hanno da invidiare al bilancio della Difesa italiana, Aziende per cui subire un attacco informatico è un rischio estremamente grande, come perdere una battaglia importante (in una guerra mai dichiarata ma sempre attiva). Non sappiamo quali e quante "armi" possano mettere in campo organizzazioni clandestine come il terrorismo internazionale, sappiamo approssimativamente che la "potenza di fuoco" di alcuni Stati (penso a Russia e Cina in particolare, ma anche alla Corea del Nord) è piuttosto elevata.

In ogni caso, è lodevole l'iniziativa. Come sempre i tempi sono spropositati (si parla di 2018, anche se ovviamente il Comando "è già in funzione"). E mi corre l'obbligo (morale) di ricordare che alcune delle eccellenze che avrebbero potuto contribuire alla costruzione di questa nuova entità, nuova per la Difesa, ma non nuova per altri settori della PA, sono state a suo tempo "allontanate" dai loro incarichi (per usare un eufemismo). Penso, fra coloro che "conosco" professionalmente, al Gen. Rapetto (ex Guardia di Finanza), creatore del GAT, e all'ex responsabile della Polizia Postale, dott. Di Legami, piuttosto frettolosamente rimosso dal suo incarico a seguito della vicenda "Occhionero".

Speriamo che il Gen. Graziano, o chi per lui, trovi persone professionalmente valide per comporre i livelli dirigenziali del suo Cioc, perché la "cyber-war" non si combatte solo coi "fucili" degli aspiranti cracker (non hacker) appena laureati, nonostante tutta la loro capacità e buona volontà. Vedremo e forse, trattandosi di cose militari, sapremo. Entro il 2018.

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